di , gemmologo G.G. IGI Antwerp

Chi mi chiama per un servizio di posate mi fa quasi sempre la stessa domanda: «lo pagate come argento o come servizio?». La risposta è come argento. Ne acquistiamo due o tre servizi a settimana e non sono pezzi richiesti per la rivendita: l’argenteria si valuta a peso, sul titolo del metallo. Vale per le posate, per i vassoi, per i servizi da tè, e vale anche quando sopra c’è una firma importante.

Questo è il punto da cui parte tutto il resto. Vendere argenteria usata non funziona come vendere un gioiello firmato, dove il marchio può valere più dell’oro che contiene. Qui conta quanto argento c’è davvero dentro l’oggetto, ed è una cifra che spesso sorprende — in un senso o nell’altro.

Come si svolge la vendita di un lotto di argenteria

Quando qualcuno mi scrive che ha «due scatoloni di argenteria da vendere», al telefono o su WhatsApp gli spiego prima di tutto come lavoriamo: la quotazione dell’argento in quel momento sul mercato, la nostra commissione — che varia leggermente in base al peso portato — e il prezzo netto che ne esce. Preferisco che chi arriva al banco sappia già come funziona, senza sorprese.

Da lì ci sono due strade, e dipendono da quanto pesa il lotto. Per pochi pezzi si può venire in orario di negozio quando si vuole, senza appuntamento: siamo in Via Acciaioli 4, aperti dal lunedì al venerdì 9:00–13:00 e 14:00–19:00. Per una quantità importante — un’eredità intera, più scatoloni, decine di chili tra oro e argento — preferisco l’appuntamento, spesso nella pausa pranzo tra le 13 e le 14. Così il cliente entra, si accomoda, e valutiamo il metallo con calma, senza la fila di chi aspetta il proprio turno.

Hai un lotto grosso di argenteria da un’eredità? Mandami una foto su WhatsApp e ti dico subito come muoverti e quando passare.



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Un’eredità intera: com’è andata davvero

Il caso che racconto più spesso è quello di una signora che aveva appena svuotato la casa della madre. Si è presentata con tre trolley pieni, ogni oggetto incartato singolarmente nella carta, per un peso complessivo intorno ai 30 chili. Ci avevamo messo quasi quarantacinque minuti a valutare tutto, e non per pigrizia: erano tanti pezzi, e una parte — diciamo un venti, venticinque per cento — non era argento vero ma Sheffield o semplice argentato, che vanno separati e messi da parte.

Il punto è che quella signora aveva fatto la cosa giusta: mi aveva avvisato prima. Le avevo dato appuntamento durante la chiusura di pranzo, e questo ha permesso di lavorare con calma, controllare ogni pezzo, spiegarle cosa era argento e cosa no, senza gente in attesa fuori. Un lotto così, portato all’improvviso nel pieno della mattina, non lo valuti bene: o corri, o fai aspettare tutti gli altri.

Servizio di posate in argento contato e diviso per tipo durante la valutazione al banco
La conta di un servizio: le posate si dividono per tipo prima di pesarle, i coltelli si mettono da parte per la tara del manico.

Argenteria firmata: si valuta comunque a peso

Qui devo togliere un’illusione che vedo spesso. L’argenteria firmata — le grandi maison, i marchi storici della tavola — la acquistiamo a peso, esattamente come il resto. È diverso dalla gioielleria firmata, dove un pezzo Tiffany o Bulgari vale per il marchio molto più dell’oro che contiene. Sull’argenteria da tavola quel premio non c’è.

Il motivo è il mercato. L’argenteria ha oggi una rivendita davvero difficile: sono oggetti che non entrano più nelle case come una volta, e trovare chi li ricompra come oggetti — non come metallo — richiede tempo che il mercato non dà. Per questo, firmata o no, il valore reale è quello del suo argento.

Tipo di oggettoCome si valuta
Posate, servizi, vassoi in argento massello (800/925)A peso, sul titolo, al netto della tara dei manici
Argenteria firmata (maison della tavola)A peso, come il resto: nessun premio sul marchio
Oggetti Sheffield / placcati / argentatiNon si acquistano: l’argento è solo una lamina superficiale
Gioielleria firmata (Tiffany, Bulgari…)Diversa: qui il marchio può valere più del metallo — vedi la valutazione dei firmati

Cosa non conviene portare (e cosa inganna sul peso)

C’è una categoria di oggetti che pesa molto, sembra argento, e in mano rende quasi nulla. Le cornici sono l’esempio più frequente: quello che sembra argento è spesso una lamina sottilissima su un supporto di legno o cartone, pochissimo peso reale. I quadri con la scritta “argento” sono argentati, non massello. E le statue decorative — gli elefanti, i cavalli, i soggetti da soprammobile — sono quasi sempre argentate con l’interno pieno di gesso.

Statua di elefante argentata con anima in gesso: il peso non è argento
Sembra argento e pesa più di un chilo, ma sotto la placcatura c’è gesso: il peso non è argento.

Il modo per distinguere è girare l’oggetto e leggere cosa c’è sul fondo o sul retro. Un pezzo massello porta il suo punzone di titolo — l’800 o il 925 con i marchi di fabbrica; un pezzo placcato porta scritte come «Silver plated», «Sheffield», «EPNS» o simili. Quando la sigla parla di placcatura, il valore è nella superficie, non nel peso.

Retro di un vassoio in argento con punzone: come distinguere massello e argentato
Il retro di un vassoio racconta la verità: punzone di titolo sul massello, sigla di placcatura sull’argentato.

La parola di Valerio

Vivo una contraddizione curiosa in questo periodo. Da una parte l’argenteria ha un mercato fermo come non lo ricordavo: come oggetti da rivendere questi pezzi non li vuole quasi nessuno, e chi come me li compra lo fa sapendo che finiranno a peso, in fusione. Dall’altra parte il prezzo dell’argento è salito così tanto che le valutazioni di oggi hanno superato di slancio anche le stime più ottimistiche di un paio d’anni fa. Lo stesso servizio di posate che due anni fa avrei valutato in un certo modo, oggi vale sensibilmente di più — non perché sia diventato più raro, ma perché sotto c’è un metallo che nel frattempo è raddoppiato di corsa.

Chi ha un servizio ereditato fermo in un cassetto si trova quindi davanti a un paradosso a suo favore: proprio adesso che come oggetto vale poco, come metallo vale come non mai. È il motivo per cui a chi mi chiede se «conviene aspettare» rispondo che il momento buono lo decide la quotazione dell’argento, non l’oggetto.

Vuoi sapere quanto vale davvero la tua argenteria oggi? Portala in Via Acciaioli 4 o mandami una foto: ti do la quotazione del momento e il prezzo netto, senza impegno.



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Ricevuta di vendita e bonifico per un lotto di argenteria oltre la soglia contanti
Sui lotti importanti il pagamento supera quasi sempre la soglia dei contanti: si procede con bonifico o assegno circolare, con ricevuta di vendita alla mano.

Il pagamento di un lotto importante

Una precisazione che conviene fare prima di venire. Per legge, un compro oro può pagare in contanti fino a 499 euro. Un lotto di argenteria da un’eredità supera quasi sempre questa cifra, quindi il pagamento avviene tramite bonifico o assegno circolare, con la regolare ricevuta di vendita che riporta peso, titolo, quotazione applicata e cifra netta. Non è una complicazione: è la tracciabilità che tutela sia chi vende sia chi compra, e sui lotti grossi è la norma, non l’eccezione.

Domande frequenti

Un servizio di posate lo pagate come argento o come servizio?

Come argento. Ne acquistiamo due o tre servizi a settimana e purtroppo non sono oggetti richiesti per la rivendita come tali: si valutano a peso, sul titolo del metallo (in genere 800). Vale per le posate come per i vassoi e i servizi da tè.

Comprate anche l’argenteria firmata?

Sì, ma a peso come tutto il resto. Sull’argenteria da tavola il marchio non aggiunge un premio di valore, perché la rivendita di questi oggetti è ferma. Il discorso cambia per la gioielleria firmata, dove il brand può valere più del metallo.

Come faccio a sapere se un oggetto è argento vero o argentato?

Si gira l’oggetto e si legge il fondo o il retro. Il massello porta il punzone di titolo (800 o 925) con i marchi di fabbrica; l’argentato porta scritte come «Silver plated», «Sheffield» o «EPNS». Cornici, quadri con la scritta “argento” e statue decorative sono quasi sempre argentati: pesano ma valgono poco.

Ho un’eredità con molti pezzi: come mi organizzo?

Meglio avvisare prima, con una foto su WhatsApp. Per i lotti importanti fissiamo un appuntamento, spesso nella pausa pranzo tra le 13 e le 14, così si valuta tutto con calma e senza fila. Un lotto di parecchi chili richiede tempo, anche perché una parte è spesso argentata e va separata.

Perché i coltelli si pesano diversamente?

Perché il manico dei coltelli è cavo e riempito con una zavorra (pece, gesso o resina) per dare stabilità: solo la lama e il rivestimento sono in argento. Si applica una tara per non pagare come argento un peso che argento non è. È il motivo per cui i coltelli si mettono sempre da parte durante la conta.

Conviene vendere adesso o aspettare?

Il momento lo decide la quotazione dell’argento, non l’oggetto. In questo periodo il prezzo del metallo è molto alto, e le valutazioni hanno superato le stime di un paio d’anni fa. Come oggetto da collezione l’argenteria vale poco; come metallo, proprio ora, vale come non mai.

Aggiornato a . Le valutazioni seguono la quotazione dell’argento in tempo reale: per il prezzo del momento passa in sede o scrivimi su WhatsApp.